Il clavicembalo inglese
Il clavicembalo inglese si sviluppa in maniera autonoma soltanto nel XVIII sec., mentre nel periodo precedente la scuola inglese era notevolmente influenzata dalle tendenze continentali.
I grandi maestri inglesi come Kirckman, Shudi e Hitchcock hanno perfezionato soprattutto gli aspetti tecnici dello strumento come la meccanica.

Nella disposizione fonica ricordano gli strumenti francesi (due tastiere, 8’8’4′) con l’inserimento tuttavia di un nuovo registro: il liuto.
A differenza del liuto usato dai fiamminghi e francesi, che era soltanto un effetto di smorzo delle corde, quello inglese è un registro autonomo che pizzica le corde in prossimità del ponticello.

Gli strumenti più tardi (costruiti nell’epoca della nascente fama del fortepiano) sono dotati di meccanismi chiamati “swell” o veneziane, che teoricamente permetterebbero al cembalo di graduare l’intensità del suono.
Le casse degli strumenti inglesi, in legno naturale laccato a spirito, si caratterizzano per l’arte dell’intarsio, tipica nello stile dell’epoca.

T.A.Arne, Allegro
Andreas E. Beuermann